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78
anni
sono gli anni dell'Associazione Calcio Aglianese che nasce nel lontano
1923.
Storia del gruppo:
La Domenica
mattina molti Aglianesi si alzano presto per andare a fare escursioni....
ma non lo sanno!
Chi
parte dal solito bar, che dalla piazza della chesa, a piccoli gruppi, ma
ognuno ignaro delle intenzioni deegli altri.
Da qui
l'idea di far incontrare tutti gli escursionisti aglianesi, al fine di
condividere la passine per la natura, per l'ambiente che ci circonda: la
mmontagna come la collina, l'oasi faunistica come il fiume, la neve come
il sole.
Immportante
è camminare, tutti, esperti e meno esperti, adulti e giovani fammiglie
e singoli, uomini e donne; camminare in sicurezza, divertirsi, conoscere
e conoscersi.
Quyesta
è la storia di un piccolo gruppo di persone che ha permesso di far
nascere nel 1998 il gruppo "AGLIANA
TREKKING" Fatene parte anche
voi vi aspettiamo.
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78 anni ................
Tanti sono gli anni dell'Associazione Calcio Aglianese che nasce nel lontano 1923.
1923 - 2001
L'Associazione Calcio Aglianese nasce nel "1923",
ma l'episodio che dà origine alla sua
nascita avviene l'anno prima. Un giovane di
Agliana, Tarquinio Melani, è in servizio
militare presso il distretto di Pistoia. Un
giorno vede due palloni, chiede al suo maresciallo
se può prenderli e ottenuto il permesso,
li porta al suo paese. Succede quello che non
t'aspetti: quei palloni fanno scalpore ad
Agliana, suscitando interesse e entusiasmo.
In provincia la gente non sa che cosa sia
il gioco del pallone, anche se fra i giovani
questo sport comincia a fare proseliti.
Melani e i suoi amici si rivolgono al dottor
Lanza, medico condotto del paese, che di buon
grado si prende cura di insegnar loro le prime
nozioni del gioco del calcio, che viene
chiamato anche foothball. In tutto il paese
scoppia la febbre del calcio. I giovani e i meno
giovani vogliono provare la soddisfazione
di tirare quattro calci a una palla di cuoio.
Cosicché ogni giorni si assiste ad
accaniti incontri fra squadrette sulla piazza del paese
o al mercato o in qualsiasi angolo dove sia
possibile muoversi abbastanza liberamente.
Passa un'anno e fra quei giovani sa fa strada
l'idea di organizzarsi seriamente, di creare
una società che abbia una vera squadra.
Tocca al cavalier Pindaro Palandri, Sindaco
del paese, tenere a battesimo la nuova associazione.
Generoso aperto alle novità, benestante,
Palandri decide di appoggiare l'iniziativa di
quel gruppetto di giovanotti appassionati
ed entusiasti: Nel corso di una delle tante
riunioni che avvengono nella sua villa, Palandri
sceglie i colori nero e verde delle
maglie. " Mi ricordano un Po quelle dell'Ambrosiana",
dice compiaciuto di essere
simpatizzante della squadra meneghina. Sostituisco
il verde all'azzurro, tanto per dare
un" tocco personale".
Il Sindaco sportivo commissiona maglie, scarpe
e calzettoni, oltre naturalmente a qualche
pallone, Chiama a sé alcuni collaboratori,
che poi sono gli stessi giocatori. Nasce così
L'Associazione
Calcio Aglianese.
Si pone subito il problema del campo da gioco
e la scelta cade sul campo dove avviene il
mercato del bestiame. Si tratta di un'area
rettangolare, larga da una parte 22 metri e
dall'altra 27, delimitata su un lato da un
muro e sull'altro da una fila di alberi. Cominciano
le prime partite"in famiglia", a ranghi ridotti,
poi undici contro undici, dato che gli
appassionati del gioco aumentano di giorno
in giorno. Quando viene deciso di partecipare
al campionato Ulic(unione liberi calciatori)
della provincia di Pistoia, qualcuno dice che
sarebbe opportuno avere un'allenatore. Ci
si informa in giro e la scelta cade sul pratese
Grazzini, abbastanza conosciuto nella zona.
Sotto la guida di Grazzini hanno inizio gli
allenamenti, che servono soprattutto a perfezionare
gli schemi di gioco. In breve tempo,
L'Aglianese è pronta per il debutto
nel massimo torneo provinciale, nel quale si comporta
onorevolmente. La formazione base neroverde
è questa : Barontini
Arrigo, Catrummi, Cecchi, Bartoletti, Maselli, Mazzei, Biagini, Culli,
Carlesi, Natali.
Le trasferte sono avventurose, si ricorre
a ogni mezzo per evitare le spese. Sono gli albori
del calcio, quando, pur di giocare si è
disposti a tutto, a segnare il campo, a gonfiarsi il
pallone, a comprarsi il panino o il bicchiere
di vino. Negli anni seguenti il "23", viene fuori
qualche nuovo giocatore come Sottili e Brogi,
Adelago Carlesi, Melani Bini Baronti, Nesti,
Tonsoni, Vettori, Innocenti, ma l'ossatura
della squadra rimane pressoché la stessa.
Nel 1929 si ricorda una zuffa generale scoppiata
al termine della partita con il Lammporecchio.
E' Giovedi Santo. Aglianese e Lamporecchio
si trovano di fronte, a pari punti, nella partita
decisiva per l'aggiudicazione del titolo provinciale
Ulic. Nel primo scontro, a Lamporecchio,
l'Aglianese perde 2-0. La partita di ritorno
è attesissima. C'è molto nervosismo fra atleti e
pubblico, anche per
un episodio avvenuto nella partita di andata
che ha avuto protagonista il centravanti Culli,
rimasto infortunato in seguito ad un brutto
colpo di un avversario. Culli si è ripromesso di
"farla pagare" e così,
quando la partita (vinta dal Lamporecchio
per 4-2, diretta da un arbitro che ne combina
di tutti i colori) ha termine, Culli si "vendica"
dando origine ad un generale parapiglia che
coinvolge giocatori e spettatori.
L'inizio degli anni trenta per i colori neroverdi.
Nel "30/31", con il terreno di gioco ampliato
per l'abbattimento del muro di cinta, l'Aglianese
vince il suo,primo campionato ULIC e
rappresenta la Provincia di Pistoia ai campionati
regionali. Quasi nessuno dà molto credito
alla squadra neroverde, che invece sovverte
tutti i pronostici e conquista il titolo Toscano
battendo il Viareggio nella finalissima disputata
sul campo neutro di Pontedera, con un gol
segnato da Mazzei. Tutti gli sportivi di Agliana,
quel giorno, fanno gran festa. Quel successo
in campo regionale è molto importante,
perché riesce a daree una spinta notevole alla
diffusione del calcio in tutta la zona. L'Aglianese,
dopo quella affermazione, acquista decine
di simpatizzanti e tifosi.
Sull'onda di quel successo che ha suscitato
tanto entusiasmo viene costruito un'altro successo,
di proporzioni ben maggiori, l'anno seguente.
Nel 31/32, infatti l'Aglianese, dopo aver vinto il
campionato provinciale e poi quello regionale,
prende parte alle finali nazionali, Nella prima
partita incontra la squadra di Terni, campione
d'Umbria e la batte; quindi affronta la
rappresentante della Sardegna e vince di nuovo.
Alla terza partita, contro la Pro Calcio
Modena, la compagine neroverde viene eliminata.
Resta il fatto che Agliana, la provincia
di Pistoia e la Toscana tutta sono state degnamente
rappresentate da una pattuglia di giovani
che facendo leva sulle loro doti tecniche,
agonistiche e morali sono riusciti ad imporsi
all'attenzione di tutta Italia.
Dopo aver preso parte, ogni anno ai campionati
provinciali ULIC, comportandosi bene ma non
riuscendo più a vincere il titolo,
nel 37/38 i colori neroverdi tornano in auge con la vittoria
nella coppa Pacini, un importante torneo provinciale,
al quale prendono parte numerose squadre
della Toscana, fra cui la Pistoiese e la Fiorentina
riserve. Nelle file della formazione viola
gioca un ragazzo che in seguito farà
molto strada. Si chiama Egisto Pandolfini. La "rosa"
dell'Aglianese è formata da Niccolai,Nesti,
Tesi, Nucci, Baldi, Fabbri, Barontini, Nistri,
Melani, Coppini, Castelnovi, Coveri, Pollacci,
Taselli, Benassi, Un lotto di ragazzi in
gamba.
Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale,
nelle file neroverdi si mettono in
particolare evidenza Marcello Baldi, terzino
e centromediano, Settimo Giusti, centravanti,
Enzo Nucci. un'autentico jolly. Baldi, al
quale un infortunio sul lavoro pregiudica un brillante
avvenire, fa parlare di sé per la grinta,
lo scatto e il tempismo nella battuta, per la capacità
che ha nel bloccare i più forti
attaccanti del momento. Memorabili sono i duelli con Tre Re e
Carletto Galli, che poi finiranno alla Roma
e al Milan.
Settimo Giusti, il popolare "ciuffo". è
un centravanti ricco di doti tecniche e agonistiche di primo
ordine. Ha il senso del gol, semina lo scompiglio
fra le difese avversarie con azione travolgente.
Crudele il suo destino: nel 45 verrà
fucilato dai tedeschi. Nel corso di un importante torneo
militare a bologna, gioca con Meazza, Campatelli,
Frossi, Ferraris, Marchesi e altri grossi nomi
del calcio nazionale e il nostro non è
meno di loro. Enzo Nucci va ricordato per le particolari attitudini
che ha nel ricoprire i ruoli più disparati.
Sa giocare, con risultati pienamente positivi, da terzino e
da mediano, da centravanti e all'occorenza
da portiere. Un autentico jolly, il tipico rappresentante
dell'eclettismo pedatorio. Nel 40, prima di
interrompere l'attività a causa della guerra, al'Aglianese
tocca un grande onore: viene designata
dalla Federazione come allenatrice della Nazionale Azzurra.
Tutti gli sportivi Pistoiesi pere l'occasione
si riversano a Firenze, sede della partita, per applaudire
azzurri e neroverdi. Con lo scoppio del secondo
conflitto mondiale si chiude il primo ciclo di vita
dell'A.C. Aglianese. Diciassette anni di battaglie
un Po avventurose, alimentate da una grande
passione. E' stata l'epoca dei pionieri, guidati
da quella grande figura di Presidente mecenate che
risponde al nome di Pindaro Palandri.
Finita la guerra il calcio torna alla ribalta
anche a Agliana. Con la solita passione, il solito entusiasmo
si ricostruisce la società(Presidente
viene eletto Spartaco Tesi) e la squadra partecipa al Campionato
Nazionale misto, l'Aglianese partecipa con
questa formazione: Tesi, Cavalieri, Baldi, Zanobini, Melani,
Baronti, Baldi(Cappellini), Maselli, Castelnuovi,
Benassi, Rosignoli, Mazzoni. Poi i neroverdi, che
intanto hanno un nuovo Presidente, Guido Papini,
e un nuovo allenatore, Nigotti, che la Pistoiese
"presta" uno o due giorni la settimana. Nel
mese di novembre dello stesso anno prendono parte al
campionato di prima divisione. Nel girone
finale, che comprende oltre che l'Aglianese, Massese
Poggibonsi, Cecina, e Alfa Cure Firenze, la
lotta è avvincente e serrata. Al termine, Aglianese e
Massese si trovano in testa con 14 punti e
conquistano trionfalmente l'ingresso in serie C.
La società a fine stagione, cede alla
Pistoiese uno dei suoi migliori giocatori, l'ala destra Maselli
un giovane che in maglia arancione s'imporrà
definitivamente, prima di spiccare il volo verso la serie
"A
", dove giocherà con la maglia amaranto del livorno. Intanto il
sodalizio neroverde, per affrontare
il difficile e prestigioso campionato di serie
"C " si dà
una nuova struttura dirigenziale e a ricoprire
la massima carica viene chiamato Mario Fondi.
Allenatore della squadra è La Roma.
La formazione base che partecipa al campionato
di serie "C "
(46-47 ) è
così composta: Niccolai
Cavalieri(Nesti), Baldi(Vestri), Zanobini,
Melani,Cappellini, Breschi, Castelnovi, Benassi, Rosignoli
Mazzoni. I neroverdi (quinti) ma per la nuova
ristrutturazione dei campionati attuata dalla Federazione,
vengono destinati a far parte nella
stagione successiva al campionato regionale di promozione.
Nel frattempo Rosignoli che aveva disputato
un campionato di C veramente strepitoso, viene ceduto al
Genoa(serie A). Nel 47-48 L'Aglianese
partecipa onorevolmente, sotto la guida di Pucci al campionato
di promozione. Come nel 40, le tocca l'ambitissimo
compito di allenare gli Azzurri della Nazionale
allo stadio di Porta Elisa di Lucca
23 Agosto 2000 continua.........
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