SENZA RIFORME DELLA BUROCRAZIA PUBBLICA, TUTTO SI FERMA …

CONSIGLI COMUNALI …COMMISSIONI …

Consiglieri comunali, prendono meno dei migranti in agricoltura …

Saletta del consiglio comunale ore 20.25 trovo il Dott. Fabrizio Alfredo Nerozzi, Presidente del Consiglio Comunale in attesa dei capi gruppo consiliari, puntuali(nel ritardo) come sempre, tutti presenti:

Fabrizio Baroncelli, F,lli D’Italia; Massimo Bartoli, M5S; Luca Benesperi, Obiettivo Agliana; Silvia Pieri, sostituisce Alberto Guercini della Sinistra per Agliana; Matteo Manetti, del PD Aglianese.

Nerozzi entra nel merito dello spostamento obbligato del consiglio comunale al 1 agosto alle ore 20.30, essendo il segretario comunale Dottoressa Donatella D’Amico in ferie, altri sostituti non sono stati trovati.

Altri punti dolenti, la consegna dei documenti in discussione, pagamento dei gettoni di presenza spettanti per la partecipazione a commissioni e consigli comunali.

Nerozzi illustra i suoi sforzi nel merito.

Interviene Massimo Bartoli, chiede il rispetto di regole, consegna documenti, accessibilità al sito.

Luca Benesperi, pacatamente ma, con tono fermo, ricorda i suoi trascorsi da consigliere nel periodo amministrato da Eleanna Ciampolini, documenti e gettoni, venivano rispettate le regole. Assolutamente non condivide lo spostamento e lui non sarà presente in consiglio comunale.

Silvia Pieri, condivide le richieste dei colleghi di opposizione, trova assurdo che vengano dati i gettoni in modo discontinuo e pare non a tutti, il colmo, chiedendo ai consiglieri quello che percepiscono essendo loro, ad erogarli.

Matteo Manetti, consigliere di maggioranza, sono dalla vostra parte, solleciterò la maggioranza a rispettare le regole Democratiche che tutti noi ci siamo dati.

 

Siamo andati nel nostro archivio digitale e abbiamo cercato risposte con documenti ufficiali:

 

Nerozzi, ferie della segretaria generale D’Amico: Incarico condiviso fra Agliana (67%) e Montale(33%) con un costo di 85.916,92 €, aumentabile(massimo 10% dello stipendio)) per obbiettivi raggiunti; altro aumento (massimo di 1/3 dello stipendio). Possibile che vengano “richieste e date”, senza considerare la programmazione amministrativa.

Massimo Bartoli, rispetto regole e accesso al sito: Provate a entrare nei siti dei comuni di Agliana, Montale, Quarrata e Montemurlo, poi riflettete.

Luca Benesperi, nel periodo della Ciampolini l’organico  dell’UOC1 aveva l’apporto del Dottor Bertini, Nel 2011 subentra la Dottoressa Santoro, una giovane, assente per mesi nel 2016/17 per la nascita di un figlio.  

Delucidazioni richieste tramite lettera: Richiesta liquidazione semestrale gettoni presenza Consigli Comunali e Commissioni Consiliari. Cliccando troverete il contenuto che noi condividiamo.

Silvia Pieri, gettoni di presenza. La registrazione(verbali, dati presenza) con un semplice programma in pochi minuti si registra e in automatico si invia a tutti gli interessati, uffici eroganti e consiglieri.

LINEE GUIDA PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI:

Se l’oscurità delle leggi colpisce in maniera soltanto mediata e indiretta i cittadini (ovvero, il danno immediato riguarda un numero solitamente circoscritto di persone), la poca comprensibilità dei “messaggi” delle amministrazioni pubbliche si traduce in un quotidiano disagio per una larga fetta della società civile, poiché le comunicazioni predisposte dalle amministrazioni pubbliche pervengono direttamente alla quasi totalità dei cittadini. Dal bando di concorso, alla multa, dalla bolletta telefonica ai modelli per il pagamento delle imposte, sono assai poche le forme di comunicazione dirette ai cittadini sufficientemente chiare ed, insieme, esaurienti. Al riguardo poco importa, naturalmente, che esse vengano da un organo dello Stato come il ministero delle Finanze o da una società per azioni come TELECOM, poiché in entrambi i casi sono il riflesso di una pubblica funzione e, rispetto ad  essa, i cittadini hanno eguale diritto di pretendere chiarezza e semplicità.
Data la vastità delle comunicazioni provenienti da soggetti pubblici (o esercenti pubblici servizi) la chiarezza si presenta, in sintesi, come un vero e proprio diritto “di cittadinanza”. Al riguardo è auspicabile che in Italia si segua l’esempio degli USA, che hanno in ben 37 dei 51 Stati dell’unione – norme che fissano livelli minimi di leggibilità delle leggi e delle altre comunicazioni dei poteri pubblici indirizzate ai cittadini. Dato per assodato che la comprensibilità del linguaggio dei pubblici poteri è un aspetto cruciale per migliorare i rapporti Stato/cittadini, ne deriva – come conseguenza, che la capacità di “parlar chiaro” delle amministrazioni pubbliche è un elemento fondamentale della loro credibilità. La chiarezza del linguaggio dei pubblici poteri è, essa stessa, uno degli standards qualitativi del loro agire. Le amministrazioni si giudicano, principalmente, da quel che fanno e da come lo fanno. Ma anche da come riescono a dar conto di quello che fanno.
È innegabile che le pubbliche amministrazioni in Italia abbiano avuto (nel loro insieme) notevoli difficoltà ad adottare canoni di comunicazione adeguati alle esigenze della collettività. Il panorama è, negli ultimi tempi, in rapido mutamento. Ciò nonostante, vale ancora la pena di interrogarsi sulle ragioni che hanno prodotto la tradizionale “chiusura” del linguaggio delle burocrazie. Le ragioni di tale fenomeno sono, sostanzialmente, di due tipi e rinviano, rispettivamente, alle logiche “autoritarie” dei pubblici poteri ed alle basi culturali delle burocrazie pubbliche.
Il problema dello stile burocratico in Italia è stato fino ad ora largamente sottovalutato anche a causa della tradizionale “separatezza” dell’amministrazione pubblica rispetto ai cittadini, visti più come “sudditi” che come soggetti con i quali i poteri pubblici devono interagire in maniera paritaria. Il linguaggio oscuro è stata una delle conseguenze “logiche” di un’amministrazione autoritativa.
A funzioni di “controllo” degli amministrati si addiceva un vocabolario per “iniziati”. Il basso livello di comprensione dei messaggi prodotti dagli uffici pubblici ha ricevuto, peraltro, indiretta legittimazione dal principio – vigente sostanzialmente fino a pochissimi anni fa nel nostro paese – della segretezza pressoché totale degli atti amministrativi.
La scarsa attitudine a scrivere in modo chiaro è stata favorita anche dai meccanismi di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nelle quali ha largamente dominato il principio non scritto che è meglio non assumersi nessuna responsabilità. Di fronte ad un precetto normativo poco chiaro, il funzionario che deve predisporre una circolare o inviare una comunicazione scritta ad un cittadino tende a riprodurre – rendendole spesso ancor più oscure le espressioni contenute nelle leggi. Oscurare il linguaggio serve ad
oscurare le responsabilità.

     La redazione del giornale I FOGLI

©opyright

Video e foto e materiali di questo giornale possono essere liberamente utilizzati a condizione che se ne citi l’origine con la seguente formula: “ Dal giornale: I FOGLI. “