LA PROPRIETA’ DELL’IMPIANTO D’INCENERIMENTO (TRE COMUNI) MANCA DI LIQUIDITA E COMPETENZA PER GESTIRLO IN PROPRIO. LADURNER LO GESTISCE DAL 2009 IN REGIME DI MONOPOLIO.

GESTIRE UN INCENERITORE E’ REDDITIZIO, OLTRE IL 30% DEL CAPITALE INVESTITO, QUASI DUE  MILIONI DI €. 

Consiglieri dei due comuni chiedono una nuova commissione congiunta in quanto durante la visita del 16 dicembre, l’ing. Tommaso Brizzi dipendente Ladurner, smentisce la relazione.

La relazione della Società Desmos Ingegneria Ambiente Energia S.r.l  incaricata da Ladurner Srl, gestore dell’impianto, di effettuare una perizia sull’impianto di termovalorizzazione (clicca) vedi:

Leggetela con calma, faccio notare che si tratta di una relazione commissionata dalla Ladurner, gestore dell’impianto.   Vi si trovano interviste del personale, della visione di dati registrati dagli strumenti di monitoraggio e da sopralluoghi sull’impianto, effettuati dalla Società Desmos.

Ing. Manlio Pacitti, descrive  quanto successo il 20 agosto, riportati nella relazione, l’incendio delle canne sull’argine del torrente “Agna”, in prossimità dell’impianto, aveva generato grandi volumi di fumi, densi di polveri da combustione e materiale incombusto di diversi centimetri.

Avevano disposto un possibile spegnimento controllato dell’impianto, interrompendo l’alimentazione dei rifiuti di entrambe le linee, oltre venti minuti prima del blocco dei ventilatori di coda, sono dati rilevabili dai movimenti delle benne di carico. La sala quadri è tecnicamente in condizioni di non far entrare niente, vi si trova il gruppo di continuità “UPS”, programmato da esperti “informatici” al funzionamento dell’impianto in automatico. 

Nella pag. 3 della relazione si legge: “a causa di un improvviso cortocircuito, presentava un’avaria che non permetteva la corretta alimentazione alle utenze a cui esso è collegato.”  Si è quindi accertata la correlazione causa – effetto e precisata la causa stessa nell’incendio esterno, l’origine del guasto è stata individuato in un corto circuito causato dalla fuliggine. Viene confermata, quindi la causa ipotizzata dal Gestore, il personale entrato nel locale quadri, a seguito dell’interruzione dell’energia elettrica, aveva constatato una rilevante “presenza di fumo e fuliggine nell’ambiente” (pag. 4 della relazione).

Il laboratorio ha confermato che la fuliggine, composta da materiale di origine vegetale non combusto, era “evidentemente di provenienza esterna alla sala quadri” (pag. 5 della relazione).  Campione prelevato dall’Ing. Brizzi, costituito da ceneri e materiale incombusto trovato all’interno della cabina UPS  dell’impianto di Montale. La Dott.ssa  Monica Specos, della Società Desmos, conferma trattarsi di ceneri di materiale di origine vegetale non combusto.

27 settembre 2017, breve sintesi della commissione congiunta, comuni di Agliana e Montale.  

Ing. Cipriani: Non Dottore, Ingegnere.

Sento parlare di una serranda, sembra sia entrato di tutto, con l’aria condizionata non dovrebbe essere entrata molta fuliggine, non ci occupiamo se, i morsetti sono verticali od orizzontali ma, delle condizioni dei lavoratori al rischio  elettrico.

Ing. Brizzi, direttore responsabile dell’impianto dipendente del gestore Ladurner.

L’impianto si è autoalimentato con la turbina per 90 minuti, non vi è stato nessuno sforamento (diossine), quindi l’impianto è condotto bene. E successo qualcosa di “imprevedibile”, con lo spegnimento e la riaccensione, previsto dai protocolli di gestione, abbiamo dimostrato efficienza. Comunque accetto tutte le critiche. Bartoli interviene, lei difende gli interessi della Ladurner io difendo gli interessi del comune e dei cittadini. Lavoro nel settore elettrico, trovo inconcepibile che, in un armadietto contenente apparati elettrici entrino corpi estranei da causarne un blocco.

 

Aspettiamo le vostre  le vostre opinioni, sempre ben accolte, utili ai cittadini per conoscere da fuori ma, dentro al palazzo …

La redazione del giornale I FOGLI

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