I FUMI DELL’INCENDIO DELL’ARGINE DEL TORRENTE AGNA, BLOCCANO L’IMPIANTO D’INCENERIMENTO.

NUMEROSI SENSORI DI VARI TIPI MONITORIZZANO L’AMBIENTE IN CONTINUO,  PROGRAMMATI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI.

Tre frasi colpiscono, ripetute più volte, nella relazione e nella presentazione: imprevedibile”, “poco prevedibile”, “non era prevedibile”.

In alcune frasi, ripetute più volte, si nasconde la causa del blocco, non era stato previsto un incendio esterno, in particolare dell’argine. Una volta, i contadini a Gennaio davano fuoco all’argine per pulire le canne prima del taglio delle stesse che, usavano durante la potatura delle viti.

Si consiglia di leggere la relazione sull’incendio del 20 agosto 2017, presentata nella commissione congiunta del 27 settembre 2017. Un video di 16 minuti, pone in risalto, certezze contro forti perplessioni, in particolare ( clicca l’allegato 4°)

Un articolo del blog Lineefuture on line “ del 16 dicembre 2017, che riporta:

L’Ing. Brizzi ha chiaramente risposto alla domanda formulata dal consigliere di opposizione di Montale Alberto Fedi, sulla modalità di introduzione delle chipsvegetali incombuste asseritamente introdotte all’interno della centrale (peraltro posta in quota rialzata dal piano di campagna!) e così causare il più incomprensibile “corto circuito”.

Come stato possibile che Ladurner abbia spedito le famigerate chips al laboratorio Ecolstudio di Lucca, classificandole come rinvenute all’interno della centrale, mentre il direttore Tommaso Brizzi ha candidamente confermato di averle raccolte di sua mano sull’argine dell’Agna?

Tommaso Brizzi ha anche riferito ai consiglieri che si è sbagliato, dichiarando la sua presunta “buona fede” al momento.

Alberto Fedi e Dino Polvani consiglieri del comune di Montale il 20 dicembre 2017 presentano al presidente del consiglio Tiziano Pierucci e al sindaco Ferdinando Betti del comune di Montale  una mozione (clicca). 

Riporta:

“ … nei commissari sono sorti molti dubbi sulla sua effettiva provenienza …”

“ … durante la visita all’impianto effettuata sabato 16 dicembre … il Consigliere Fedi ha chiesto al direttore dell’impianto che accompagnava il gruppo come, e soprattutto da dove, aveva potuto entrare quel materiale grossolano di cui alla foto presente nella Relazione peritale e indicato nella stessa Relazione come ” fuliggine” raccolta sul pavimento per essere analizzata …”

“ … che, a questa domanda il direttore ha risposto che il materiale raffigurato nella foto non era stato raccolto all’interno del locale ma raccolto da lui stesso all’esterno, sul luogo dell’incendio, e che tale foto era stata inserita nella Relazione per errore. …”

 

Vorrei fare alcune considerazioni dopo oltre 100 giorni:

Già nei nostri articoli avevamo indicato altre possibili cause:

9 ottobre 2017 – http://www.ifogli.it/wordpress/?p=110715

13 – http://www.ifogli.it/wordpress/?p=111139

19 – http://www.ifogli.it/wordpress/?p=112141

24 dicembre – http://www.ifogli.it/wordpress/?p=121606

Avevo già chiesto a suo tempo di sapere dei sensori presenti nell’impianto, specificamente:

  1. Numero complessivo, divisi per tipo.
  2. Dove erano posti.
  3. I dati, penso in continuo, dove affluivano.

Suppongo che i sensori delle polveri abbiano mandato in tilt il programma, forse non prevedendo un incendio esterno.

Massimo Bartoli, consigliere M5S, nonché  elettricista esperto, poneva grossi dubbi sulla versione fornita.

Il materiale analizzato non era quello che, sarebbe entrato nell’armadio UPS, dichiarazione del direttore dell’impianto ing. Brizzi.

Sappiamo la causa primaria “l’incendio” ma, ancora sconosciuto l’imprevisto, non considerato, quindi non fornito agli  informatici.   

Aspettiamo le vostre  le vostre opinioni, sempre ben accolte, utili ai cittadini per conoscere da fuori ma, dentro al palazzo …

La redazione del giornale I FOGLI

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