Marco Furfaro, io tremo al’idea di ritrovarmi fra un anno, il 26 maggio, un leghista in questo paese …

Marco Furfaro, coordinatore Nazionale del “movimento politico “Futura”, che si pone l’obiettivo di rappresentare un argine ai populismi e alle destre e di partecipare alla ricostruzione del campo democratico e progressista del Paese”.

La collaborazione tra alcuni soggetti politici, associazioni del territorio e numerosi membri della società civile, ha portato alla nascita  nel 2014 di: un’alleanza di cittadini di CENTROSINISTRA denominata AGLIANA IN  COMUNE”.

Il nostro giornale, sempre presente alla festa annuale dell’associazione che, quest’anno si svolge dal 6-7-8-9- settembre 2018.

Si apre il 6 settembre con tema:

Al centro del dibattito “Agliana domani”, idee per la discussione programmatica in vista delle elezioni amministrative del 2019,Ambiente, welfare, sociale e mobilità sostenibile.

Presentato da Pietro Poggi (consigliere del Quartiere 5 di Firenze).

Poggi conclude il dibattito con Marco Furfaro cittadino Aglianese: Fra il cittadino e il consumatore in quale prospettive di valori ci si deve muovere.

Sono tornato a casa, “mi perdonerete che ho acquisito l’accento romano”, sono le prime parole, poi, cinque anni fa la Lega nord prendeva in Toscana pochi voti, 16.000 nella regione Toscana, quanti gli abitanti di Agliana oggi, il 20%. Governa con “la destra più becera i principali capoluoghi di provincia”. Prima la sinistra funzionava, Daniela ci ricorda “una cosa che a me ha fatto molto piacere cioè, criticando la sanità Toscana”, comunque, ancora c’è tanta più efficienza che, nel resto del paese. Nel’Espresso è uscito un articolo con Il titolo: “Se sei povero rimarrai povero”. la sinistra non è un partito, è un’idea di mondo, di società, oggi la sinistra sta sulle palle a tutti, in primis il PD, collettivo, il 4 marzo è stata “un’umiliazione, una catastrofe elettorale”, vi è stato un arretramento culturale, nei servizi pubblici, il cittadino vedeva del nepotismo, usato per sistemarsi per tutta la vita, lo ritroviamo sul libro di Stella & Rizzo sulla “casta”. La sinistra smette di fare il suo ruolo, la crisi avanza, il ceto medio diventa più povero, si “spappola” il mondo de lavoro, prende campo il lavoro precario, la sinistra manca di credibilità, se non fa “un passo indietro per favorirne un altro”, sarà ancora più difficile, fare proposte credibili. Essere credibili, fra pubblico e privato, il pubblico riusciva a guidare i processi di cambiamento, lo ricorda con un libro della Mazzuccato, “Lo stato innovatore” oggi, in cui i tempi sono così frenetici, la vita reale la tiene, chi bussa alla nostra porta, sono talmente tanti, quelli che rischiano lo sfratto, quelli che non hanno soldi per arrivare alla fine del mese e altro, se perso il vincolo di popolo, dobbiamo dare un sogno alle persone, per me e qui voglio chiudere, riguarda Agliana.

Trascrizione (parte finale) dell’intervento di Marco Furfaro:

“il prossimo anno andiamo alle elezioni, io, io temo una cosa che, va aldilà, anche della mala o cattiva amministrazione ma, la cosa che mi preoccupa anche di questa amministrazione, amministrazione e che vedo e che vorrei un segnale in più, lo dico e non so se c’è qualcuno del partito Democratico, però vorrei uno scatto su questo e che credo che non sia ben, non sia, non siano tutti, non abbiano ben contezza e le antenne di capire che qua il tema non è più solo se tu hai aggiustato o hai fatto bene o male una manutenzione di una strada, ma se perso proprio il collante con le persone, se perso il collante con i corpi intermedi, se perso il collante con i commercianti, con chi, e questa roba qua, io tremo al’idea di ritrovarmi fra un anno, il 26 maggio, un leghista in questo paese, perché si, ci saremo divisi il centrosinistra dalla sinistra, nelle ultime elezioni Alberto ha fatto una cavalcata enorme, Agliana in comune ha preso il 20%, siamo andati ad un passo dal ballottaggio, però qua oggi c’è un bagno di umiltà per tutti, quello che sta avvenendo che non lo possiamo lasciare solo ai cittadini, che poi ne pagheranno le conseguenze e per farlo e per farlo c’è bisogno di una grande dose d’umiltà, c’è bisogno per tutti, non solo per il partito Democratico, anche per chi come me che viene dalla sinistra radicale, ma per riattivare un meccanismo di popolo, di cui non c’è più chi dal’alto di un palco insegna a quelli che stanno sotto ma, ci ritrova insieme per provare a definire un stagione, che non è quella dei barbari che sono arrivati non sono alle porte, sono al governo, in un paese in cui si spara ai migranti e agli stranieri ,da un terrazzo, Santiddio, perché questa non è l’Italia, questa è la barbarie, io sono, mi chiamo Furfaro ho vissuto in questa regione, ho vissuto ad Agliana e sono stato orgoglioso e voglio che questa cifra rimanga quella della mia regione,  quella del mio paese, in cui si possa non accogliere perché siamo uniti, ma perché della solidarietà e della convivenza abbiamo fatto un programma politico, abbiamo fatto un programma politico, perché significava stare bene da soli,  stare bene insieme agl’altri, e allora anche per arrivare alle amministrative anche per riprendere la domanda madre che ha fatto Pietro, guardate o c’è da parte di tutti l’idea che si tira un riga si rimette in campo una cosa molto semplice che il ruolo del pubblico, della politica della sinistra, a una sola funzione, non è quella del PD di Renzi, gli antirenziani, mia della sinistra radicale, LeU, PD, Furfaro non centra nulla, il punto oggi è o insieme capiamo come si ricostruisce quel’idea che comunica a chi a davanti a chi è intorno, che anche quando sei in uno stato di difficoltà c’è la sinistra che insieme a te non, non sopra o sotto di te ma insieme a te prova a recuperare un meccanismo di speranza concreta che significa servizi, che significa diritti, che significa lotte comuni, cioè l’idea di un sogno che diventa concretezza e li il ruolo del pubblico di provare a farlo insieme e questa domanda, questa risposta da trovare riguarda la politica e riguarda l’amministrazione come vi raccontava Monica perché oggi la chiave è o provare a scardinare un meccanismo dicotomio, dicotomia non tanto solo fra pubblico o privato ma fra la politica e le persone fra l’amministrazione e i cittadini e spezzare quel meccanismo per ritrovare un meccanismo comunitario che vi mostri, anche ai Salvini di turno che non abbiamo bisogno dell’uomo forte al comando che ci dica quanti sono, chi sono i buoni chi sono i cattivi e dividerli ma semmai abbiamo bisogno per ricostruire e questo ce lo insegna questo paese e questa regione questa terra abbiamo bisogno se mai di definire la buona politica perché la buona politica è farla insieme”.

Aspettiamo le vostre  le vostre opinioni, sempre ben accolte, utili ai cittadini per conoscere da fuori ma, dentro al palazzo …

Direttore responsabile, Pier Vittorio Porciatti

La redazione del giornale I FOGLI

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