L’apparenza inganna …

L’apparenza inganna … nonostante il silenzio, La verità viene sempre a galla.

Finalmente sapremo, l’ulteriore trattazione in prosieguo dell’appello è fissata per la camera per la camera di consiglio del 9 giugno 2015

 

Continua il silenzio

Stupisce davvero che l’esimio didatta e paladino della legalità – comandante Lo Iacono – neghi il coinvolgimento della commissione affermando addirittura che il TAR “non esprime alcuna valutazione sull’operato della commissione”.

Ebbene non è così!

E ciò è un fatto, non un’interpretazione, ben delineato anche dal TAR e dal Consiglio di Stato.

Dice il TAR (sentenza n. 2031/2010):

 

La tesi della commissione, fatta propria dall’amministrazione comunale con la deliberazione n. 152 del 22.5.2000, si palesa erronea e viziata nei sensi di seguito precisati. Occorre premettere che, a mente dell’art. 15, comma 1, del d.P.R. n. 487/1994, nelle procedure concorsuali “Di tutte le operazioni di esame e delle deliberazioni prese dalla commissione esaminatrice, anche nel giudicare i singoli lavori, si redige giorno per giorno un processo verbale sottoscritto da tutti i commissari e dal segretario”…… una volta che il verbale venga “chiuso”, cioè confermato e sottoscritto, esso diviene pertanto intangibile anche per gli stessi componenti della Commissione, nel senso che il potere che con la verbalizzazione è stato esercitato è venuto meno, cioè si è consumato (T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 21 maggio 2009, n. 2831; T.A.R. Toscana Firenze, sez. I, 21 marzo 2006 , n. 977).

Può peraltro ammettersi che, nel caso in cui il verbale sia inficiato da errori materiali, sia consentito operare le opportune rettifiche, ma deve trattarsi di vero e proprio errore materiale, cioè di una inesattezza percepibile ictu oculi dal contesto dell’atto e tale da non determinare alcuna incertezza in ordine alla individuazione di quanto effettivamente rappresentato e avvenuto (T.A.R. Lazio Latina, sez. I, 10 gennaio 2008 , n. 28). Tale fattispecie non si è però realizzata nella circostanza, atteso che la commissione ha ritratto il proprio convincimento sull’asserita esistenza di un errore materiale, non dal contesto dell’atto, ma da elementi (appunti manoscritti non facenti parte del verbale) estranei ad esso e redatti in tempi diversi e, comunque, privi di quella fede privilegiata che, come si è visto, la legge attribuisce al verbale delle operazioni della commissione. …… il verbale costituisce l’esclusivo strumento di documentazione atto a conferire certezza legale dalle operazioni compiute dalla commissione e pertanto esso non può essere integrato in base a dichiarazioni o atti successivi, ovvero in base ad ulteriori atti o documenti non espressamente richiamati dal verbale e costituenti, perciò, parte integrante di esso (T.A.R. Sardegna, 15 febbraio 1995 , n. 167). 15 febbraio 1995 , n. 167). Di conseguenza, l’operazione compiuta dalla commissione si è tradotta in una inammissibile modifica sostanziale di quanto attestato nel precedente verbale, “letto, confermato e sottoscritto” dai commissari ed è sotto tale profilo irrimediabilmente viziata””.

Ci stupisce davvero che un esimio didatta e paladino della legalità si sia reso autore di operazione irrimediabilmente viziata che ha comportato di fatto l’annullamento degli atti del concorso sia da parte del TAR che poi definitivamente anche da parte del Consiglio di Stato.

Non a caso il sindaco Ciampolini e l’assessore Pacini dichiaravano alla stampa (La Nazione del 14.2.2014) “c’è stato un errore della commissione nel riportare i calcoli a verbale e di questo, eventualmente, potranno essere chiamati e rispondere dalla Corte dei conti i membri della commissione”.

Redazione

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