Il Papa: in un mondo così lacerato servono gesti di misericordia

All’Angelus, in una piazza san Pietro blindatissima, Francesco ha affidato ai martiri spagnoli del secolo scorso i cristiani perseguitati e ha chiesto di pregare per il suo imminente viaggio in Africa.

«Di fronte alle tante lacerazioni nel mondo e allAll’Angelus, in una piazza san Pietro blindatissima, Francesco ha affidato ai martiri spagnoli del secolo scorso i cristiani perseguitati e ha chiesto di pregare per il suo imminente viaggio in Africa.e troppe ferite nella carne degli uomini, chiediamo alla Vergine Maria di sostenerci nel nostro impegno di imitare Gesù, nostro Re, rendendo presente il suo regno congesti di tenerezza, di comprensione e di misericordia». E’ la richiesta che Papa Francesco ha rivolto prima della preghiera dell’Angelus alla folla radunata (oltre 30mila persone secondo la Gendarmeria) in piazza san Pietro. Francesco ha affidato all’intercessione dei martiri spagnoli del secolo scorso «i tanti nostri fratelli e sorelle che purtroppo ancora oggi, in diverse parti del mondo, sono perseguitati a causa della fede in Cristo». Il Papa ha anche domandato una speciale preghiera per il suo imminente viaggio in Africa affinché sia «segno di vicinanza e di amore».

Il Papa ricorda i martiri ma nessuno i killer «rossi»

Grande risalto dato dai media all’Angelus del Papa ieri a piazza San Pietro, soprattutto in riferimento alle imponenti misure di sicurezza adottate dalle autorità per garantire i fedeli accorsi. Ma i telegiornali hanno sottolineato anche un aspetto delle parole di Bergoglio. In particolare, quando il Pontefice ha ricordato la persecuzione dei Cattolici in Spagna nel corso della guerra civile per trarre un collegamento con chi ancora nel mondo vede la sua vita messa a rischio a causa della propria fede. «Ieri a Barcellona, sono stati proclamati beati Federico da Berga e venticinque compagni martiri, uccisi in Spagna durante la feroce persecuzione contro la Chiesa nel secolo scorso» ha detto Papa Francesco. «Si tratta di sacerdoti, giovani professi in attesa di ordinazione e fratelli laici appartenenti all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Affidiamo alla loro intercessione i tanti nostri fratelli e sorelle che purtroppo ancora oggi, in diverse parti del mondo, sono perseguitati a causa della fede in Cristo».

Peccato che praticamente nessuno, sui grandi mezzi di informazione, abbia ricordato la matrice di quel massacro. Durante la cosiddetta «rivoluzione delle Asturie», infatti, bande di anarchici e marxisti comunisti lasciate libere di agire assassinarono trentasette fra sacerdoti, seminaristi e religiosi ed incendiarono cinquantotto chiese. Una vera e propria mattanza della quale spesso per motivi ideologici si sono omessi gli autori. Se fosse accaduto il contrario, se a perpetrare quel crimine fosse stato il Nazismo, se ne sarebbe parlato giustamente molto di più.

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